| Ritorna lestate, e con
essa la nuova tradizione di "Lorenzago Aperta".
E
arrivano gli artisti: sinceri, discreti e misteriosi si muovono nuovamente nei magnifici
spazi
di
Lorenzago, con il loro carico di inquietudini e di speranze, di azione e di avventura.
Con
la loro grandissima sensibilità.
E
laria si riempie di emozione e di sorpresa, ogni volta sempre nuova e diversa.
Lorenzago
Aperta ne ha vissute di emozioni! In sei edizioni si sono succeduti decine di musicisti,
attori,
pittori, fotografi, scultori, poeti, danzatori. Ognuno di loro ha lasciato molto
di
sè, ed io ringrazio tutti con grande riconoscenza ed affetto.
Ma
anche altri devo ringraziare. Anche altre profonde emozioni mi sono state regalate.
Fra
tutti i momenti passati a Lorenzago nellorganizzazione della manifestazione, alcuni
gesti
mi sono rimasti profondamente impressi nella memoria:
-
la decisione istantanea e senza pentimenti di Nizzardo Tremonti, allora sindaco di
Lorenzago,
di
darci le chiavi di Palazzo Facheris - una volta constatata limpossibilità di
usufruire
ancora
del mitico "Babek" delle prime due edizioni - consentendoci così di poter
continuare
ed ampliare la rassegna in una sede di grande prestigio;
-
la celerità con la quale il nuovo Sindaco Mario Tremonti ci ha autorizzato a proseguire
il
lavoro.
-
limpegno e lingegno con cui Mauro Da Pozzo, attuale Assessore alla Cultura e
al Turismo
e
i suoi collaboratori hanno realizzato uno stupendo, artigianale, artistico scivolo per
consentire
laccesso ai disabili e alle giovani mamme con le loro carrozzine;
-
infine, la solidarietà e lamicizia dimostrateci dalla Parrocchia, e da Don Sergio e
Marco
DAmbros
in particolare, nel farci usufruire dello spazio interessantissimo e moderno
dellOratorio,
apprezzato da tutti gli artisti anche per la perfetta acustica.
Questi
sono gesti e momenti che non si dimenticano.
Sono
azioni in cui la fiducia diventa lungimiranza.
Sono
decisioni che dimostrano ancora una volta la grande qualità intellettuale e la modernità
dei
lorenzaghesi, pronti ad accompagnare con energia questo nuovo secolo che
scorre
velocissimo.
Grazie
a queste decisioni è oggi possibile accogliere artisti di livello nazionale, giovani
pittori,
scultori
e videomakers delle Accademie Venete, artisti locali che si arricchiscono nel
confronto
e nel dialogo, mettendo poi in movimento energie e idee nuove. Vi pare poco?
Ma
"Lorenzago Aperta", pur avendo unottima memoria, non vive di ricordi.
E
allora, avanti tutta!
Il
programma, dite? Beh, su quello come al solito non vi dico assolutamente niente, anche
perchè
ne sminuirei il valore e lestensione. Vi invito solamente a leggerlo con attenzione
e
soprattutto a seguirlo giorno dopo giorno nel suo svolgimento.
Ci
tengo invece a ringraziare di vero cuore la mia eccellente squadra di collaboratori,
senza
la quale sarebbe impossibile realizzare un progetto così complesso.
Grazie
a voi tutti, uno per uno.
Vorrei
concudere con un pensiero, con una visione della mia montagna.
Pensando
a "Lorenzago Aperta" e ai suoi eterogenei protagonisti, mi viene in mente, come
nel
sogno del racconto di Borges, un nuovo essere, una nuova persona. Un uomo del
presente
e del futuro.
Vedo
un umano leggero e grandissimo, con i piedi ben piantati per terra, ma molto distanti
fra
loro, e precisamente: uno al di qua e uno al di là delle montagne.Vedo un uomo
con
la testa alta, con la mente a volare nel cielo e nelle nuvole, dove scorrono pensieri
alti
e puliti. Vedo poi dentro al suo cuore il rigore e la compattezza ed il silenzio
meditativo
dei
boschi. E sento scorrere in lui idee nè moderne nè antiche, bensì eterne, a sfidare
il
vento del tempo. E lo sento ascoltare e parlare. E questo "uomo nuovo" mi piace.
Credo
che nelle sue vene scorra qualche goccia di arte.
Qualche
goccia di "Lorenzago Aperta" .
Secondo
me, di persone così ve ne sono già molte: dietro laspetto schivo e riservato,
spesso
si nascondono tesori di sensibilità e capacità.
Non
abbiamo bisogno di progetti faraonici, di cattedrali nel deserto.
Intanto
perchè la nostra splendida terra "non è" un deserto e poi perchè le nostre
cattedrali
le
abbiamo già, da sempre: sono queste magnifiche montagne, rifugio per la meditazione
e
per il dialogo forte e concreto con la natura. E anche noi siamo natura. O no?
Abbiamo
invece bisogno di unire le forze migliori attorno a progetti semplici e profondi,
tenaci
e vitali, per guardare con fiducia a questi nostri tempi non facili.
Credo
che "Lorenzago Aperta" sia uno di questi progetti.
E,
a proposito della fiducia - che è lungimiranza, come dicevo prima - questanno
dedicheremo
particolare
attenzione ai bambini e quindi al futuro. Abbiamo in programma laboratori,
ex
tempore di pittura, spettacoli di cantastorie ed altre sorprese. Vedo con grande
piacere
nuove, splendide nidiate di bambini a popolare le noste piazze: chi dice che
fra
loro non possa nascondersi un piccolo grande artista?
Noi,
da parte nostra, siamo pronti ad ascoltare qualsiasi buona idea ci venga proposta.
Per
questo abbiamo chiamato così "Lorenzago Aperta": perchè è APERTA!!!
Grazie
a tutti.
Vito
Vecellio |